Cosa sono i riciclati?
I riciclati spiegati in modo semplice: definizione, produzione, vantaggi e differenze tra riciclati post-consumo (PCR) e post-industriali (PIR).
Cosa sono i riciclati?
I riciclati in plastica o le materie plastiche riciclate sono materie prime secondarie generate dal riciclo di rifiuti plastici smaltiti almeno una volta.
I riciclati si compongono quindi di plastiche ottenute da processi di riciclaggio. Possono avere origine o da rifiuti post-consumo domestici, o da rifiuti di aziende produttive (rifiuti post-industriali). Il principio è sempre lo stesso: niente rifiuti, niente riciclati!
Le materie plastiche come il PE (polietilene), il PP (polipropilene), il PS (polistirene) o il PET (polietilene tereftalato), si prestano molto bene a essere riciclate, in quanto dispongono di flussi di riciclo propri. La raccolta avviene in appositi sistemi, come ad esempio in Germania nel sistema duale – meglio noto come sacco giallo/bidone giallo – in cui i consumatori smaltiscono i materiali di imballaggio quali bottiglie, tubi o altri tipi di confezione.
Ripensando il design degli imballaggi (design for recycling), motivando e sensibilizzando sempre di più i consumatori, in futuro sarà possibile aumentare ulteriormente le quantità di plastica riciclabile.
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Che differenza c’è tra riciclati post-consumo (PCR) e post-industriali (PIR)?
La differenza si coglie già nel nome: i riciclati post-consumo sono ottenuti dai rifiuti dei consumatori finali – in altre parole, dai rifiuti di tutti noi.
I riciclati post-industriali, invece, provengono dai rifiuti plastici risultanti dalla lavorazione della plastica, cioè dagli scarti industriali ovvero sfridi delle aziende produttrici di materie plastiche. Poiché i riciclati post-industriali derivano da aziende commerciali, si utilizza come sinonimo anche il termine riciclato pre-consumo.
Il riciclato è il termine generico
Il riciclato è un termine generico che può essere suddiviso nelle seguenti categorie di materie prime:
- Macinato (Regrind) – è prodotto dalla macinazione dei rifiuti plastici e di solito consiste in particelle di dimensioni comprese tra 2 e 5 mm. Spesso contiene una percentuale di polvere che dovrà essere tenuta in considerazione nella successiva lavorazione.
- Rigranulato – è prodotto dalla fusione del macinato. In questo modo si ottiene una granulometria uniforme senza contenuto di polvere, che può quindi essere processata senza problemi nelle lavorazioni successive.
- Riformato – si ottiene anch’esso attraverso un processo di fusione. Tuttavia, grazie all’aggiunta di additivi, è possibile definire e regolare diverse proprietà a seconda delle specifiche. Il riformato ha una distribuzione granulometrica uniforme e non contiene polvere.
Come definisce la legge sull’economia circolare il termine riciclato?
Ad oggi, non esiste una definizione uniforme del termine “riciclato” applicabile a livello europeo. Per una maggiore chiarezza, nel 2020 il legislatore tedesco, tramite la Kreislaufwirtschaftsgesetz, legge atta a promuovere l’economia circolare, ha definito come segue il termine “riciclato”: “materie prime secondarie ottenute dal recupero dei rifiuti o provenienti dall’eliminazione ovvero smaltimento dei rifiuti e adatte alla fabbricazione di prodotti.” (riferimento: § 3 co. 7b della Kreislaufwirtschaftsgesetz).
Come nascono i riciclati?
Una parte importante del corretto trattamento dei rifiuti di plastica inizia già con la selezione e la separazione dei rifiuti. L’industria del riciclaggio dispone di impianti moderni che sfruttano differenze chimiche e tecnologie sensoriali per individuare e separare i singoli tipi di plastica. In questo modo è possibile rilevare tempestivamente le impurità e separare i materiali estranei.
Il processo di ottenimento della plastica riciclata si articola in diverse fasi. Dopo la raccolta, i prodotti in plastica vengono separati l’uno dall’altro in un processo a più livelli che prevede la massima purezza possibile. Per la selezione dei cosiddetti imballaggi leggeri o di altre miscele di materiali riciclabili vengono solitamente impiegate telecamere NIR (spettroscopia nel vicino infrarosso). In questo modo è possibile distinguere le diverse frazioni di plastica in una frazione di secondo, ottenendo gruppi di materiali altamente selezionati.
I materiali ben selezionati vengono poi triturati, lavati, fusi e, se necessario, processati diversamente. In questo modo si generano riciclati in linea con i requisiti del mercato, che possono essere reimpiegati in nuovi prodotti in plastica.
Che cos’è EUCertPlast?
La European Certification of Plastic Recyclers (EUCertPlast), ovvero certificazione europea dei riciclatori di materie plastiche (EuCertPlast), è uno schema di certificazione europeo armonizzato entrato in vigore nel 2012. Si basa sullo standard europeo EN 15343:2007 per “Materie plastiche. Riciclati di materie plastiche. Tracciabilità del riciclaggio delle materie plastiche e valutazione della conformità e del contenuto di prodotti riciclati” ed è stato sviluppato sotto la guida dell’Associazione europea dei riciclatori di materie plastiche (EuPR) e dell’Associazione europea delle organizzazioni per il riciclaggio e il recupero delle materie plastiche (EPRO).
Nell’ambito della certificazione EUCertPlast, l’attenzione è rivolta in particolare alla tracciabilità delle materie plastiche durante l’intero processo di riciclaggio e l’intera catena di fornitura, nonché alla qualità del riciclato stesso. Il certificato EuCertPlast si è guadagnato il titolo di attestato a riprova di un elevato standard di riciclo ed è quindi riconosciuto come tale da molte altre organizzazioni. Il noto marchio ambientale ecologico “L’Angelo Blu” può essere ottenuto solo per i prodotti realizzati con plastiche riciclate a condizione che la materia prima utilizzata sia certificata EuCertPlast.
Che si intende per economia circolare?
A livello mondiale le nostre risorse sono limitate. Pertanto, il riciclo delle materie prime non è solo auspicabile, bensì necessario se si intende preservare le risorse limitate e proteggere l’ambiente e il clima.
L’economia circolare è un principio di sostenibilità che si pone in antitesi alla strada a senso unico della nostra “società dell’usa e getta”. Si basa su un approccio che prevede l’utilizzo di materie prime, materiali e prodotti il più a lungo possibile ed il più spesso possibile, passandoseli e riparandoli. E se ciò non fosse possibile, i prodotti dovrebbero poter essere scomposti nei loro materiali originali, in modo che questi possano a loro volta servire come materie prime per nuovi prodotti. Il riciclaggio – ovvero la rigenerazione delle materie prime – è uno dei processi chiave dell’economia circolare. Allo stesso tempo, rappresenta il nuovo inizio per una materia prima nuova, chiudendo così il cerchio. E soprattutto, un’economia circolare funzionante preserva le risorse fossili, evita il problema dei rifiuti e riduce l’mpatto ambientale.
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Focus sulla sostenibilità: il nuovo PPWR e il suo significato per i riciclati
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